Strumenti per sostenere attività e progetti culturali

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Tante idee, progetti importanti, spunti per far conoscere e divulgare archeologia e cultura.

Si. Ma come ci finanziamo? Dove trovare le risorse? In che modo è possibile sostenersi?

Dove e insieme a chi

Venerdì 13 giugno scorso, nella sede del Consorzio CETMA presso la Cittadella della Ricerca di Mesagne, si è svolto un altro importante ed interessante modulo del nostro Laboratorio dal Basso – S.P.A. Smart Puglia Archaeology. Abbiamo aggiunto tanti argomenti sui quali riflettere per poter in futuro migliorare le nostre attività, ottimizzando e incrementando le risorse a disposizione.

Nostro mèntor è stata Marianna Martinoni, formatore, consulente ed esperta di fundraising per le organizzazioni no-profit che operano nel settore culturale. (CulturaLab)

Abbiamo parlato di fundraising. Ma che cos’è?

Letteralmente “raccolta fondi”, due termini che però risultano troppo limitati rispetto al significato dell’equivalente inglese. Parlare di fundraising, infatti, non vuol dire solo reperire nuove forme di finanziamento esclusivamente economiche. Fundraising è anche ottimizzazione e rivalutazione di risorse materiali, come dotazioni e strutture, e umane come fornitori e risorse interne. Ottimizzare la gestione di tutto questo patrimonio, vuol dire liberare le vere risorse economiche, per indirizzarle verso un uso più responsabile ed incisivo.

Fundraising come azione da portare avanti in contemporanea alla pianificazione, ponendo la giusta attenzione al rispetto delle tempistiche, all’uso dei giusti canali di comunicazione, individuando i linguaggi più idonei.

La situazione nazionale e quello che possiamo fare

Il quadro che Marianna Martinoni ci ha illustrato vede il settore culturale arrancare dietro ad una crescente diminuzione dei finanziamenti pubblici, a fronte di un corpo di operatori volontari che contano all’incirca 800 mila unità distribuiti in oltre 54 mila organizzazioni culturali artistiche, che spesso non trovano riscontro nell’attenzione del pubblico alle dinamiche culturali nazionali.

Perciò è di vitale importanza poter puntare su differenti e diversificate forme di finanziamento, che non ci portino a dover dipendere da canali unici di risorse, individuando i nostri “personalizzati” indicatori economici, quelli più vicini alle attività che portiamo avanti, che ci aiutino a comunicare al meglio la bontà dei nostri progetti.

E’ importante individuare risorse interne alle nostre organizzazioni che si occupino di fundraising, capaci di costruire un impianto comunicativo rivolto ai nostri potenziali finanziatori, in grado di evidenziare nel miglior modo possibile i risultati già raggiunti e quelli che si vorrebbero perseguire. Il fundraising è “l’arte delle relazioni” e l’incontro con i nostri possibili sostenitori deve mettere bene in luce la finalità di una donazione, argomentandola attraverso numeri e dati, ma soprattutto utilizzando forme comunicative in grado di suscitare emozione.

Pertanto le regole sono:

  • strategie di comunicazione fresche e giovani;
  • evidenziare la ricaduta sul tessuto imprenditoriale del territorio;
  • puntare alla notorietà e alla risonanza delle iniziative;
  • saper costruire un’intensa rete di relazioni.

Una panoramica sul fundraising molto interessante, che completa il nostro percorso formativo, e ci aiuta a comprendere come sostenere progetti e iniziative culturali che rientrano negli ambiti archeologici e di divulgazione della storia, e come questi possano meritare interesse e avere un ruolo nell’offerta culturale del nostro territorio.

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